Roccia granitica, a forma di fungo, situata nel centro storico di Arzachena, vista da due angolazioni diverse

Scuola Media Arzachena

Sardegna
Scuola Media Statale 07021 Arzachena (SS) Tel. e Fax: 0789-82092
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Il giornale

Anno2 a.s. 2000-2001

INDICE

L'EDITORIALE:
L'anatomia decapitata


UN FUTURO POSSIBILE PER LA GALLURA
Il ruolo di Arzachena nell'economia sarda

IL COMMENTO
Una esperienza da ripetere

IL PROBLEMA DEL GIORNO: LA "MUCCA PAZZA"
La carne in Sardegna: le tecniche "sicure"


LA PEDOFILIA
L'adolescenza: un "nido" abbandonato


COSA FARE DA GRANDI?
Un futuro da scegliere


PROBLEMI DELLA SARDEGNA
Punta anche sul metano il rilancio dell'Isola


LA SICCITA'
La "desertificazione sarda" è un problema per oggi


IL TURISMO E NOI
Salvare l'ambiente di tutta la "Costa"


RAGAZZI DI IERI E DI OGGI
La moda ci porta per mano verso il nostro futuro


ALESSANDRO CARTA
Un destino in musica


DIVISA E NO
Finisce la "leva" militare, comincia la professione


LA TALASSEMIA
La prevenzione è l'unica cura


LA SCUOLA COM'E'
I libri di testo cambieranno? Speriamo che la "storia" sia vera


ARCHEOLOGIA
Dai "Giganti" al nuraghe


IL FUTURO
L'euro alla porta


LINGUA BLU
Una "piaga d'Egitto" anche per la Sardegna


Visita allo stazzo "Montirutundu"

TEMI DEL CORSO DI GIORNALISMO
Giustizia e ricchezza: Davvero siamo tutti uguali davanti alla legge?


IL GIORNALE: a.s. 2000-2001

L'EDITORIALE

L'autonomia decapitata

Il momento attuale della Scuola è difficile: "La bussola va impazzita all’avventura e il calcolo dei dadi più non torna". Fermenti e insofferenze sono manifesti in tutti coloro che, a vario titolo vi operano. Aspettative deluse, ansie soffocate, agitazioni sindacali nate già abortite caratterizzano la vita scolastica. Questo mondo, nonostante tutto, si muove, impegna i ragazzi in attività più dinamiche, costruisce percorsi mirati per non escludere alcuno dal diritto alla crescita umana e culturale, si sforza di coinvolgere gli utenti.. Nessuna istituzione o ente ha mai consentito che gli stessi entrassero di diritto a far parte dei propri organismi decisionali.
Nella Scuola i genitori sono presenti all'interno dei Consigli di classe e del Consiglio d’Istituto, in altre parole nel suo
“parlamento", con il massimo “potere" e concorrono a determinarne la Politica. E se l'operato di tali organismi non è sempre chiaramente colto da tutti, questo si deve alla mancanza di un’appropriata conoscenza dei meccanismi legislativi che ne regolano il funzionamento.
Non va trascurato, inoltre, che qualsiasi cambiamento è fortemente condizionato dalla disponibilità di risorse economiche. Ogni innovazione, infatti, ha bisogno di strutture nuove e adeguate ai tempi, di fondi certi e tempestivi, fin dalla fase di programmazione e commisurati alle iniziative che s'intraprendono per migliorare la qualità della proposta educativa.
Gli enti, cui ora fa capo la Scuola, devono contribuire a fare di essa il fulcro della società civile. Questo, oggi, non sempre accade.
Lo Stato elargisce ampia autonomia nelle responsabilità e, nello stesso tempo, riduce i fondi del 70%; limita la spesa, bloccandola al tetto massimo di qualche anno fa; affida all'istituzione scolastica l'onere della ricerca dei fondi - anche con sponsorizzazioni - che non sono affatto facili da reperire.
Possiamo, in ogni modo, essere orgogliosi per i risultati ottenuti con l'impegno profuso in tal senso dalla nostra Scuola.
Abbiamo ricevuto il massimo dei contributi dal Ministero (vedasi Lingua 2000, pubblicazione del libro "Un mare dì vita"), dalla Provincia e riponiamo fiducia nei fondi europei.
Ci siamo attivati anche nel sollecitare le istituzioni a noi più vicine.
Si deve costatare, però, che l'entusiasmo spesso si smorza davanti a tante difficoltà, al malumore e all'incertezza che serpeggia in buona parte della classe docente.
Scompaiono la scuola elementare e media: al loro posto nasce quella di base.
I docenti delle medie passeranno in parte alle superiori, se troveranno spazio, in parte a quelle che oggi sono le elementari. Essi, a buon motivo, sono preoccupati e disorientati per la mancanza di certezze e di punti di riferimento. E molti insegnanti meditano seriamente di anticipare il pensionamento, lasciando il posto ai giovani, sempre meno entusiasti !
Un massiccio esodo depaupera la Scuola di quella professionalità acquisita con l'esperienza, l'impegno quotidiano, l'aggiornamento costante. Va riqualificata la professione, vanno individuati sistemi più rapidi ed efficaci di assunzione e di sistemazione, vanno creati incentivi economici che garantiscono dignità e, nel
contempo, attrazione verso la professione docente.
Oggi un professore per trovare una sistemazione deve attendere circa dieci anni, peregrinando di mese in mese, di supplenza in supplenza, senza poter partecipare alla fase iniziale del lavoro scolastico, allorquando si pongono le basi di un'attività collegiale nella classe. E se anche vi partecipa, dopo qualche giorno è costretto ad andare via, sostituito da un altro, con diverse idee, diverse impostazioni, diversi metodi, diverse capacità relazionali. Punto e a capo!
Speranza e fiducia, comunque, non ci abbandonano.


Agettino Benedetto

 

 

 

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