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L'EDITORIALE
Interpretare i cambiamenti
Il mondo della Scuola
vive un periodo di radicali cambiamenti. L'aspetto
più evidente della riforma riguarda l'autonomia,
"processo in divenire", che va seguito attentamente
per meglio valutare le grandi novità e cogliere
le migliori opportunità da realizzare nella
nostra comunità.
Le Scuole, d'ora in avanti, dovranno agire in autonomia,
su un piano di parità - non di subordinazione
- con gli Enti Locali e con i vari uffici dell'amministrazione
periferica della Pubblica Amministrazione.
Le singole Istituzioni scolastiche dovranno trovare,
e gestire, le soluzioni educative "organizzative,
di dattiche, amministrative e finanziarie" per
rispondere in maniera adeguata alle richieste degli
utenti, nel rispetto delle leggi di carattere generale,
valide su tutto il territorio nazionale. Un compito
non facile; coordinare le esigenze dei ragazzi, dei
genitori, dei docenti e raccordare il tutto al grado
di partecipazione degli Enti Locali, che vanno "coinvolti"
in una condivisione unitaria e paritetica degli obiettivi
della Scuola, comporta anche dei rischi che una saggia
collaborazione delle famiglie può contribuire
a superare. Tutto ciò implica gradualità
di tempi e disponibilità di risorse, soprattutto
finanziarie.
Gli alunni e i genitori sono chiamati a dare il loro
fattivo contributo sul piano della definizione e dell'erogazione
dell'offerta formativa, soprattutto nella "progettazione"
extracurricolare.
I fattori d'insuccesso scolastico spesso sono correlati
alla scarsamotivazione allo studio; è chiaro,
invece, che proprio una valida motivazione è
il motore di qualsiasi impegno, alimentato dalla fiducia
nelle proprie capacità come alunno.
Di qui la necessità di un'impostazione di dattica
legata all'ambiente e agli interessi dei ragazzi.
La progettazione extra-curricolare, nella nostra Scuola,
nasce dalla constatazione che l'offerta formativa
non può essere limitata ad alcuni settori,
ne può risolversi nei termini puramente teorici.
Gli spazi operativi pratici, sia
durante, sia oltre l'orario curricolare, sono sempre
più necessari.
E' opportuno impegnare i ragazzi in lavori gratificanti,
sfruttando la loro naturale inclinazione per talune
attività che sono più rispondenti ai
loro interessi di adolescenti.
Questo è il motivo che ha determinato, da noi,
una sperimentazione che va dalla lingua inglese al
percorso didattico alternativo (Laboratorio meccanico),
dall'attività musicale al laboratorio del libro,
dalla vela alla ricerca sul campo col progetto Isole
Sorelle e al conseguente gemellaggio con il College
di Porto Vecchio (Corsica), fino alla collaborazione
con la RAI nelle due trasmissioni: Linea Blu e Vivere
il Mare.
E in primo piano va messa anche la sperimentazione
"Classi Aperte" che ci ha visti impegnati
in un faticoso e delicato lavoro di recupero nelle
materie curricolari o nella ricerca sulle tradizioni
popolari locali e le chiese campestri; non va dimenticato
il lavoro legato al teatro, all'informatica e, per
finire, al giornalismo, che ha, tra i vari obiettivi,
quello di aiutare i ragazzi ad acquisire - nella verità
- autonomia e spirito critico per esercitare attivamente
il loro diritto alla cittadinanza nella società
dell'informazione.
Grazie ai media - e soprattutto alla televisione -
il mondo è diventato un villaggio globale e
la possibilità d'informazione è risultata
enormemente arricchita.
La televisione però non informa solo, ma plasma
la persona e il costume, riesce a far immaginare come
vere situazioni che non esistono.
La coscienza esposta al messaggio televisivo rischia
di dare consistenza di realtà alla finzione.
Tale rischio investe maggiormente la personalità
incerta e fragile dei più giovani e quella
non formata da chiari orientamenti di valore.
Di qui, a nostro avviso, il ruolo della Scuola nell'educare
all'uso intelligente dei mezzi d'informazione, come
veicoli di conoscenze dai quali bisogna apprendere,
ma anche imparare a difendersi.
Agettino Benedetto
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