Lo stazzo e le sue tradizioni

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La visita allo stazzo Pilastru

Il giorno 27 marzo finalmente dopo tanti preparativi, abbiamo visitato lo stazzo di "Pilastru".
Al mattino, in classe c'era una certa euforia, forse dettata dal fatto di verificare se tutte le cose di cui avevamo sentito parlare esistevano in realtà. Dobbiamo dire che la storia degli stazzi ci ha conquistato un po' tutti ma la visita guidata è stata una piacevole sorpresa. Siamo rimasti tutti sbalorditi dalle bellezze naturali del luogo, sopratutto ci hanno colpito i vari tafoni, caverne naturali utilizzate come ripari per animali e persone o come depositi per le provviste. Lo stazzo, come un po’ tutti gli stazzi galluresi, è situato in una posizione incantevole. La casa ha di fronte uno spazio molto panoramico ("Lu pastrucciali") e si inserisce perfettamente nel paesaggio, senza disturbarlo o "violentarlo".

L intervista al proprietario dello stazzo “Pilastru”

L'intervista al proprietario dello stazzo

 

 

 

 

 

 

 

 

In previsione della visita allo stazzo abbiamo preparato delle domande da rivolgere al proprietario.
Durante la visita guidata del 27 marzo 1993, abbiamo intervistato il signor Piero Filigheddu, che è stato molto gentile a rispondere ai nostri quesiti e ci ha fornito tante notizie interessanti per il nostro lavoro.

Ecco l’intervista:
La casa di questo stazzo quanti anni ha? Questa casa risale al 1840, quindi circa 150 anni.
E' stata mai restaurata? No, è stata solo imbiancata, se avete visto, è stata data una mano di calce bianca sopra la pietra percbè ai nostri “antichi” sembrava fosse più bella, c’era il gusto di questo “bianco”che vedete in tutte le case mediterranee.
Quante generazioni vi hanno abitato? Vi hanno abitato quattro generazioni.
Perchè questo stazzu ha il nome "Pilastru"? Si chiama "Pilastru”perché prima era tutto disseminato di "pilastri" che sarebbero i peri selvatici.
A chi apparteneva prima? Ancor prima che appartenesse ai nonni, bisnonni e trisnonni apparteneva ai signori di Tempio, i famosi “Don”. Il “Don” era un nobile che possedeva metà di tutta questa regione che abbraccia una ventina di stazzi; poi i contadini sono riusciti a comprare le terre dal vecchio signore e acquistandole assumevano questi mini appezzamenti dove loro vivevano.
Quali lavori si svolgevano un tempo e quali oggi? La differenza è enorme, ora abbiamo visto qui una serie di mini attività, la casa con due stanze e vicino una stanza dove si macinavano le uve, infatti, come vi ho detto ogni stazzo doveva avere la casa di abitazione; un recinto chiamato "avreddu" dove si coltivano i piselli, fave ecc. in asciutto, l'oltu e l'attività dell'allevamento del bestiame. Abbiamo visto infatti "lu accili" che è quel recinto dove si riunivano i bovini, poi abbiamo visto anche la zona di ricovero per capre, pecore e maiali. A questo poi si aggiungeva qualche struttura che oggi non esiste più, come la struttura per ferrare i buoi, che qui non c'è più, l’unica cosa che è rimasta è l'aia (o la rotu) percbè è granitica.
È faticoso lavorare qui? Oggi il sistema di lavoro è cambiato, rispetto agli anni passati, lavorare come lavoravano i nostri antenati sarebbe estremamente faticoso, anche perchè la tecnica aiutava poco, in quanto bisognava usare la zappa e l'aratro trainato dai buoi. Era un lavoro duro procurare tutto ciò che serviva per mangiare in quanto non si poteva sempre acquistarlo fuori e quindi si doveva produrre tutto qua. Era un’economia di sussistenza, quindi nelle varie stagioni si coltivava qualche cosa di diverso in modo da avere sempre dei cibi disponibili.
Qualcuno la aiuta? Io sono un agricoltore un po’ particolare in quanto allevo solo bestiame. Oggi tutto è cambiato, prima nello stazzo si facevano molte attività, per procurare del cibo mentre oggi si punta solo su un’attività.
Quali attrezzi si usavano un tempo e quali ora? Prima si usava l'aratro in legno che veniva trainato dai buoi, mentre oggi al posto dei buoi viene usato il classico trattore che conosciamo tutti. Oggi si lavora solo con le macchine.
Oltre alle mucche alleva altri tipi di animali? No, io allevo solo mucche.
Un tempo quali tipi di animali allevavano e quali oggi? L'azienda era composta da sette o otto vacche, dieci o quindici pecore, una ventina di capre e i soliti tre o quattro maiali. Questa era la classica composizione dell'azienda. Oggi, invece, si alleva solo un tipo di animali.
Ha un orto? Si, ma è poco coltivato.
Possiede altri attrezzi antichi? No qualcosina, ma niente di speciale.
Quali dei lavori svolti in campagna la impegna di più? L'attenzione e la cura per gli animali, soprattutto nel momento del parto, perchè c'è sempre bisogno dell'uomo o del veterinario, poi la raccolta del foraggio: bisogna arare e seminare i terreni perchè poi d'inverno gli animali si cibano del foraggi
Se non avesse avuto la sua campagna come sarebbe stata la sua vita? Ma, probabilmente sarei stato ancora insegnante, poi ho deciso di terminare con l'insegnamento e dopo 30 anni d'insegnamento sono tornato in campagna.

La Il E, classe che ha condotto la ricerca su "lu stazzu Pilastru", nelle vicinanze di Arzachena.
La Il E, classe che ha condotto la ricerca su "lu stazzu Pilastru", nelle vicinanze di Arzachena.

 

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